
"CIC"anche a LONDRA
Idea Store nasce nella City un iniziativa analoga a quella di Capistrello ...da non crederci .L'idea di un designer italiano
http://www.ideastore.co.uk/index/PID/52
L’altro giorno sul numero di marzo di “Leggere: tutti”, mensile free press distribuito nelle maggiori librerie, ho letto un articolo a dir poco interessante per il C.I.C. di Capistrello.
Si parlava di una nuova realtà culturale attivata a Londra da poco tempo, ma con già quattro sedi aperte, una sorta di contenitore di servizi culturali, l’ “Idea Store”, una sorta di biblioteca tuttofare, con emeroteca, caffetteria, corsi di lingua, di danza e con la possibilità di ascoltare cd e visionare dvd (vedi link)
Il design della struttura è caratterizzato da ampio uso di legno e vetro, per creare un’atmosfera soft e sfruttare il massimo della luminosità naturale.
A capo di tale idea, non vi è un designer d’oltremanica, bensì un italiano, Sergio Dogliani, da tempo trapiantato in Inghilterra.
Dogliani, descrive tale iniziativa come una struttura che “pur essendo gestita dalla municipalità di Londra, ha molta autonomia per quanto riguarda la gestione e la programmazione delle attività. L’Idea Store ha riscosso un notevole successo, è stata molto curata l’immagine e i particolari”.
Il designer sottolinea una certa difficoltà nel reperimento di finanziamenti per l’avvio dell’iniziativa culturale, come a dire che “tutto il mondo è paese” , ma la giunta comunale ha voluto scommettere su tale novità, trovandosi chiaramente premiata.
Dato il successo e la novità di tale iniziativa, Dogliani a dicembre sarà invitato a Roma per curare l’allestimento delle biblioteche romane e delle provincia, con l’intento di creare una realtà simile a quella londinese.
Leggendo questo articolo ho sentito un po’ di amaro in bocca, Dogliani nella filosofia creativa, non ha fatto altro che promuovere e realizzare un progetto del tutto simile al C.I.C. di Capistrello .
Lasciamo perdere il contesto culturale di una metropoli come Londra, da sempre attenta e un passo in avanti al resto d’Europa nel campo della biblioteconomia, quello che mi preme sottolineare è la reale fattibilità di un progetto innovativo e funzionale e la fiducia attribuita al designer dallo staff municipale londinese.
Non vedo il motivo perché tale cosa non possa accadere, con le dovute proporzioni, anche a Capistrello, il nodo fondamentale, i benedetti finanziamenti, mi sembra superato, basta solo metterci un po’ di buona volontà e di apertura mentale ( cosa che nel comune di Capistrello mi sembra mancare ) ed essere disposti anche a scommettere e rischiare, non è detto che il C.I.C non possa avere un futuro roseo, e perché no, un domani poter invitare lo stesso Dogliani.
Giuseppe Bisegna.
1 commento:
Bello il progetto (certo, se sul sito ci avessero messo pure le piante e le sezioni...) di Dogliani. Però anche un giro nelle bistrattate periferie italiane qualche bella sorpresa lo può riservare: hai visto la nuova biblioteca/teatro del Quarticciolo, a Roma? L'hanno ricavata dal vecchio mercato coperto del quartiere,e ti assicuro che, anche senza la poesia della trasparenza -che nel caso dell'architettura è più che altro un'illusione di trasparenza: il vetro riflette il sole e d'estate le vetrate diventano un cazzotto in un occhio- è una struttura veramente gradevole, soprattutto da fruire. Io credo che il centro storico del nostro paese avrebbe bisogno di qualche segno forte, che possa indicare una strada alla ricerca/ricostruzione della unitarietà del linguaggio architettonico locale, forse non ancora irrimediabilmente persa. Certo, mica un temino da poco, lo so. Ma se non accettiamo una sfida forte, lasciamo le cose come stanno e accontentiamoci della "biblioteca" attuale (e anche delle altre schifezze edilizia fatte con i soldi pubbici). A me -vecchio e tuttora assiduo frequentatore di archivi e biblioteche- piacerebbe leggere però soprattutto cosa i ragazzi di Capistrello si aspettano di trovare nella "loro" biblioteca. Ci riuscirò? Ad maiora. Gianfranco Ricci
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